| Sulla Paullese, in provincia di Milano, funziona a pieno ritmo il Luna parking, il primo parcheggio dell'amore: una giusta soluzione per le giovani coppie senza un tetto sopra la testa o un'iniziativa indecente? Dite la vostra
Cinque euro per un po' di intimità protetta nell'ambiente angusto dell'abitacolo della propria auto: a tanto ammonta il biglietto d'ingresso orario al Luna parking, il primo parcheggio dell'amore aperto da Marco Donarini sulla Paullese, trafficata strada provinciale nell'hinterland milanese. Volendo, si può anche sottoscrivere un abbonamento per poter accedere a prezzo scontato a uno dei trentotto box gestiti dal 45enne titolare, separato e padre di tre figli, che con quest'attività guadagna, dice, meno di tremila euro al mese, per un totale di trecento ingressi.
«I motel costano troppo, devi dare i documenti - spiega Donarini al Corriere della Sera -. Da me, meno problemi. E meno rischi. Con tutti gli stupri in giro... I genitori mi ringraziano. Un carabiniere mi ha detto: "Bravo. Con mia figlia da te, io dormo più tranquillo"». Non la pensa così, ovviamente, il parroco che - apostrofandolo come pubblico peccatore - ha organizzato veglie con salmi penitenziali per invocare la misericordia divina. In paese, l'ipocrisia si taglia a fette ma lui, perfido, rivela: «Senta. Ci sono mamme che dopo aver accompagnato i figli a scuola si presentano con l'amichetto, ce ne sono altre che si presentano invece la domenica. Al marito dicono che vanno a messa... Ci sono anziani che anziché stare al circolino a far la briscola il pomeriggio fanno un salto. Deve vedere che volti di color viola... E se con 'sto caldo ci rimangono?».
Un bell'osservatorio, insomma, sul sesso non benedetto da madre Chiesa e sul si-fa-ma-non-si-dice tipico di una provincia nella quale tuttavia gli alberghi a ore abbondano e trovano spazi pubblicitari nei cinema locali, per non parlare delle prostitute che si incontrano a ogni crocicchio, a tutte le ore del giorno. E non è un caso, insieme con la pericolosità della strada in sé, che la Paulesse sia spesso e volentieri teatro di incidenti mortali. Don Lorenzo Roncali, 37 anni, curato di Bagnolo Cremasco dice che «il parcheggio è in una zona isolata, non lo vede nessuno», mentre per il sindaco di centrodestra Carlo Peretti, 61 anni, «è un postribolo, ci vanno le prostitute», accusa che il titolare respinge: «Le prostitute no - dice Donarini -. Questo posto è la sana e semplice celebrazione della camporella, dell'appartarsi. Le coppie stanno insieme, punto. Rischi? Ci sono mura di cinta. Di guardoni, nemmeno l'ombra».
«Sto rilanciando - aggiunge per nulla pentito -. Metterò un sistema di pagamento automatizzato e di telecamere. Sono stremato: vivo qui 24 ore. All'alba qualcuno mi telefona, "vieni ad aprire"; certe notti resto fino alle 4, qualcuno si addormenta in macchina, sono costretto a far partire la sirena dell'allarme, per svegliarlo. È una vitaccia. E quel vecchio curato mi accusava di essere un peccatore... Ormai sono l'unico, che non pecca». Giusta iniziativa, quella del parcheggio dell'amore, o incedente? A voi la parola. (Libero News)
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